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Le simultanee PDF Stampa E-mail
domenica 06 maggio 2007
Le simultanee
Le esibizioni in simultanea, nelle quali cioe' un solo campione affronta contemporaneamente piu' avversari, hanno sempre richiamato l'attenzione e la curiosita' degli appassionati ma anche e forse soprattutto dei meno esperti. Esibizioni in simultanea sono note e tramandate sin dai tempi di Dante.

Pietro da Ravenna, celebre giureconsulto del XV secolo, che aveva una straordinaria memoria, cosi la magnifico' nella sua opera "Phaenix, sive ad artificialem memoriam comparandam brevis quidem et facilis, sed re ipsa et usu comprobata introductio" (Venezia 1491): "Io giocava agli scacchi, un altro giocava ai dadi, un altro scriveva i numeri che da essi formavansi ed io al tempo stesso dettava due lettere, secondo l'argomento propostomi. Poiche' fu finito il gioco, io ripetei tutte le mosse degli scacchi, tutti i numeri formati dai dadi, e tutte le parole di quelle lettere cominciando dalle ultime."

Il primo a giocare contemporaneamente contro 100 avversari fu lo svizzero Hans Fahrni, a Monaco nel 1911; il suo risultato fu di 55 vinte, 6 perse e 39 pari; il tempo impiegato fu di sette ore e mezza.

Il miglior risultato sulle 100 partite, ovviamente contro avversari qualificati, sembra essere quello di Capablanca che nel 1922 a Cleveland, Ohio, gioco' 103 partite, vincendone 102 e pareggiando l'ultima, in sette ore.

Un altro buon risultato fu quello di Miguel Najdorf, polacco di origine poi naturalizzato argentino, a San Paolo del Brasile nel 1950: in undici ore gioco' 250 partite, vincendone 226, perdendone 10 e pareggiando le restanti 14.

Il record di resistenza scacchistica e' del grande maestro svedese Anders Gideon Stahlberg (1908-1967), che nel 1940 a Buenos Ayres si e' esibito per 36 ore e 5 minuti; giocando continuamente su 40 scacchiere (via via che una partita finiva ne iniziava subito un'altra) alla fine raggiunse il traguardo di 400 partite con 364 vittorie, 14 pareggi, 22 sconfitte; l'esibizione ebbe inizio alle ore 22 di venerdi 21 agosto 1941 e si concluse alle ore 10 della mattina di domenica 31.

Il record per il maggior numero di partite disputate e' stato stabilito a Sarajevo nel settembre 1991 da Bojan Kurajica, ex campione del mondo dei giovani, che in 26 ore ha giocato 666 partite per un totale di 237.481 mosse; risultato finale: 570 vinte, 83 pari, 13 perse.

Il record precedente era stato stabilito il 7 ottobre 1984 a Colonia da Vlastimir Hort, di origine cecoslovacca, ma dal 1985 cittadino della Germania Occidentale che ha giocato in un tempo totale di 32 ore e mezza consecutive 663 partite contro 509 avversari, realizzando l' 86% dei punti.
E' stato calcolato che per spostarsi da una scacchiera all'altra abbia percorso complessivamente 45 chilometri; alla fine aveva perso tre chili.

Il precedente record era dello spagnolo Larraaga, con 606 partite disputate nell'arco di 31 ore e 42 minuti.

In occasione del festival mondiale della Gioventu' svoltosi a Mosca nel 1985 fu organizzata una grandiosa simultanea, che avrebbe dovuto vedere in campo 50 maestri, ciascuno contro 20 avversari, per un totale di mille scacchiere. A causa di qualche defezione sia tra i giocatori sia di uno dei maestri, alla fine le partite realmente giocate furono solo 971, con 829 punti realizzati dai maestri.

Il piu' rapido
Nel gennaio 1922 Frank Marshall a Montreal gioco' 155 partite (126 vinte, 21 pari, 8 perse) in sole 7 ore e 15 minuti.
 

Il ... meno bravo
Nel 1951 a Mosca Robert G. Wade, maestro internazionale inglese, affronto' 30 giovani studenti di un club cittadino (tutti al di sotto dei 14 anni) e non riusci a vincere neanche una partita! Il risultato finale fu infatti di 10 pareggi e 20 sconfitte.


In Italia
Il record italiano in simultanea e' di Sergio Mariotti che il 3 dicembre 1994 a Potenza, nell'ambito della manifestazione Telethon, ha disputato 112 partite.
E' inseguito ... a una lunghezza dal maestro siciliano Davide Isonzo che il 31 maggio 1997 ha giocato a Siracusa 111 partite (+85 =19 -7).



Le simultanee alla cieca
Sin dalla sua diffusione presso gli Arabi, il gioco degli scacchi ha permesso ai suoi cultori di stupire i profani con esibizioni nelle cosiddette 'simultanee', in cui un giocatore si batte contro piu' avversari, o in partite "alla cieca" cioe' effettuate senza guardare la scacchiera.
Nel gioco alla cieca le mosse vengono dette a voce e il giocatore in esibizione deve far conto solo sulla sua memoria. Ovviamente quando si gioca alla cieca in simultanea si raggiunge il massimo.
Ci sono testimonianze storiche di giocatori arabi dell' ottavo e nono secolo dopo Cristo che riuscivano a giocare due partite contemporaneamente.

Nel tredicesimo secolo, quindi piu' o meno ai tempi di Dante, uno di questi arabi, di nome Buzzecca, si esibi' a Firenze: in una sfida pubblica affronto' i migliori giocatori della citta' in una simultanea su tre scacchiere, su due delle quali giocava alla cieca.
Il risultato finale fu di due vittorie e un pareggio a favore dell'arabo; l'avvenimento venne registrato dal Villani, che nella sua "Cronica" annota:
"In questi tempi venne in Firenze un Saracino ch'avea nome Buzzecca ed era il migliore maestro di giocare a' scacchi, e in su il palagio del popolo dinanzi al conte Guido Novello giuoco' a una ora a tre scacchieri co' migliori maestri di scacchi di Firenze, con gli due a mente e coll'altro a veduta, e gli due giochi vinse e l'uno fece tavola, la qual cosa fu tenuta in grande meraviglia."
Similmente il Pucci gli dedico' un paio di terzine nella sua opera "I cantari":
In questo tempo arrivo' in Fiorenza
un saracin ch'ebbe nome Buzzecca
che degli scacchi seppe ogni scienza
Secondoche' lo scritto innanzi reca
con tre buon giocatori e tre scacchieri
gioco' e vinse i due e 'l terzo imbieca


Il record di Buzzecca era destinato a resistere per alcuni secoli, dato che fu ufficialmente battuto solo nel 1783 ad opera del grande giocatore francese Francois Andre' Danican Philidor.
Philidor, nel luglio 1783, gioco' tre partite in simultanea alla cieca e la cosa desto' grande sensazione; l'avvenimento si svolse in Inghilterra, al Parsloe's Chess Club di Londra e tale fu il successo che Philidor prosegui' nell'esibizione per parecchi mesi.


Questo sforzo di memoria venne registrato come straordinario anche nella famosa "Encyclopedie" francese del periodo illuminista e spinse Diderot, medico di Philidor, a scrivergli da Parigi affinche' smettesse con quelle esibizioni, poiche' "e' stupido correre il rischio di diventare pazzi per appagare la propria vanita'".

Il record di Philidor resistette per oltre settanta anni, per la precisione fino all'ottobre del 1857, quando (durante una giornata di riposo del torneo di New York) Louis Paulsen gioco' in simultanea alla cieca quattro partite.

Tre le vittorie e una sconfitta, quest'ultima proprio contro Paul Morphy, che pure giocava alla cieca.


Paulsen e Morphy a questo punto fecero a gara per migliorare il record: alla fine del torneo di New York, Paulsen porto' il record a cinque partite, realizzando quattro vittorie e un pareggio. Poi nel marzo del 1858 a Dubuque arrivo' a sette.
Nel 1859 fu Morphy a portare il record a otto partite con una esibizione a Parigi - sei vittorie e due pareggi - e poi con una esibizione a Manchester - sette vittorie e un pari. Da notare che Morphy nelle sue esibizioni alla cieca perse in totale una sola partita, nel 1858 a Birmingham.
Alla fine dell'anno Paulsen si riprese il record, giocando dieci partite a Chicago e due anni dopo, nel 1861, in esibizione a Londra arrivo' a giocare dodici partite contemporaneamente senza guardare la scacchiera.

Furono necessari quindici anni perche' il record fosse migliorato. Ci riusci' il polacco Hermann Zuckertort, che nel 1876 a Londra gioco' ben sedici partite contro i migliori giocatori dell'epoca, o almeno ritenuti tali dalle cronache di allora (risultato finale: 12 vinte, 3 pari, 1 persa).


Il record di Zuckertort duro' per venticinque anni, poi fu migliorato dallo statunitense Harry Phillsbury, allora ventinovenne. Phillsbury si era gia' segnalato come giocatore alla cieca nel 1889, quando aveva giocato senza guardare otto partite a scacchi e due a dama (alcune fonti dicono invece che le partite furono 10 a scacchi e 10 a dama), nel mentre era impegnato a giocare a carte un incontro di whist.
Nelle settimane successive Phillsbury si esibi a Chicago, dove gioco' 16 partite (11 vinte, 4 pari, 1 persa) e a New Orleans, dove ne gioco' 17 (10 vinte, 5 pari, 2 perse).
Il 28 aprile 1900 a Philadelphia, Phillsbury porto' il record di simultanea alla cieca a venti partite. Il risultato fu di 14 vinte, 5 pari e una persa in 6 ore e mezza. L'anno seguente miglioro' ancora e sali' a quota 21, in occasione del turno di riposo del torneo di Hannover; in tale occasione affronto' i giocatori piu' forti del torneo, tutti di categoria magistrale, concedendo loro di consultarsi e perfino di muovere i pezzi sulla scacchiera per analizzare la posizione! Il risultato di 3 vittorie, 11 pareggi e 7 sconfitte in 11 ore e mezza non fu quindi cosi negativo come vorrebbe la pura matematica.


A questo punto i piu' forti giocatori presero gusto a questo tipo di esibizione e gli assalti al record divennero sempre piu' frequenti.
Nel 1919 ad Haarlem, il cecoslovacco Richard Reti gioco' 24 partite (12 vinte, 9 pari, 3 perse) in 7 ore e mezza.


Nel 1921 a Kaschau, Breyer ne gioco' 25 (15 vinte, 7 pari, 3 perse).

Nel 1924 Alexander Alekhine gioco' 26 partite (16 vinte, 5 pari, 5 perse, in 11 ore e mezza) e poi nel 1925 a Parigi arrivo' a 28, con il risultato di 22 vittorie, 3 pareggi e 3 sconfitte.

Un risultato percentualmente migliore rispetto a quello di Richard Reti che il 7 febbraio dello stesso anno aveva giocato a San Paolo (Brasile) 29 partite, ottenendo 20 vittorie, 7 pareggi e 2 sconfitte.


Nel 1931 ad Anversa, Georges Koltanowski, di origine belga ma poi naturalizzato americano, gioco' 30 partite senza subire sconfitte (20 vinte, 10 pari).

Ma nel 1933 a Chicago Alekhine arrivo' a giocare 32 partite: 19 vinte, 9 pari, 4 perse il risultato finale, in 12 ore e mezza.

Passarono quattro anni ed ecco il nuovo record: 34 partite, 24 vittorie e 10 pareggi. Fu stabilito da Koltanowsky in esibizione ad Edimburgo nel 1937.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, il primato passo' al grande maestro Miguel Najdorf, polacco di origine poi naturalizzato argentino, che nel 1943 a Rosario gioco' 40 partite (36 vinte, 1 pari, 3 perse) in 17 ore e mezza e poi nel 1947 a San Paolo del Brasile ne gioco' 45 in 23 ore e 40 minuti, con il risultato di 39 vinte, 4 patte e 2 perse.

Dopo tredici anni dall'esibizione di Najdorf, ovvero nel 1960, ecco dapprima l'ungherese Janos Flesch che a Budapest gioco' 52 partite (31 vinte, 18 pari, 3 perse) in 12 ore e poi ancora Koltanowsky, che il 13 dicembre al Fairmont Hotel di San Francisco ne ha giocate 56, vincendone 50 e pattandone 6, in sole nove ore e mezza.

E in Italia? Leggiamo una notizia tratta da 'La Gazzetta di Treviso', febbraio 1891.
Il signor Beniamino Vergani ha tenuto al Caffe' Roma di Treviso una accademia di 7 partite giocate simultaneamente senza vedere la scacchiera e vincendole tutte. La prodigiosa memoria e la lucidita' di mente dimostrata in questa occasione dal signor Vergani destarono tra i numerosi spettatori il piu' vivo interesse e la piu' grande ammirazione. E lo stupore degli astanti raggiunse per cosi' dire l'apogeo quando il Vergani rifece tutte le mosse di una partita per dimostrare al suo avversario gli errori commessi durante il gioco.
Noi crediamo che il signor Vergani sia il primo italiano che abbia giocato simultaneamente sette partite e lo segnaliamo alla ammirazione degli scacchisti.


Il record e' stato migliorato solo il 24 dicembre 1987 dal maestro siciliano Riccardo Gueci, che ha giocato una simultanea alla cieca contro 10 avversari (di categoria prima sociale e terza nazionale) in 5 ore e 40 minuti.


Ritmo infernale
Nel 1945 Reuben Fine gioco' 4 partite in simultanea alla cieca con l'obbligo di effettuare una mossa ogni 10 secondi; un ritmo notevole, che lo costringeva a focalizzare immediatamente ogni singola posizione. Comunque l'americano vinse tutte e quattro le partite.

Torneo alla cieca
Nel 1874 a Praga si svolse un torneo in cui tutti i giocatori giocarono tutte le partite alla cieca; vinse Jan Dobrusky con 13 punti e mezzo su 14.

Mosse a rotazione
Londra 1900. Cinque appassionati giocarono una partita alla cieca effettuando una mossa per uno. Essendo dispari ognuno effettuava alternativamente mosse con i pezzi bianchi e con i pezzi neri! Dei protagonisti di questa insolita partita sono rimasti solo i cognomi: Curnock, Johnson, Lawrence, Layzell e Turner.

Un buon dilettante
Sir Walter Parrat, organista, era in grado di eseguire una sonata di Beethoven e giocare contemporaneamente due partite a scacchi alla cieca.

Campionessa Femminile
La piu' celebre giocatrice alla cieca resta Elaine Saunders, campionessa inglese gia' a 13 anni, che nel 1936, quando di anni ne aveva solo 10, gioco' contro il padre e vinse.
 
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